Full Armor Unicorn Gundam finito, in posa con armatura e armi

Full Armor Unicorn Gundam: tre mesi, mille pezzi e un’armatura da indossare

Progetto:

Il Full Armor Unicorn Gundam dalla scatola al modello completo di armatura e propulsori: tre mesi di stampate, istruzioni giapponesi e pezzi minuscoli.

Il Gunpla è una disciplina a sé. Non si incolla niente: tutto si incastra. Le istruzioni sono in giapponese, ma sono talmente chiare che non serve leggerle. E i pezzi sono tanti. Tantissimi. Il Full Armor Unicorn, poi, ha il difetto di essere un Gundam normale con sopra un secondo Gundam fatto di armature, scudi e propulsori.

Settembre: la scatola

Settembre 2016. Si apre la scatola e si contano le stampate. Poi si smette di contarle, perché tanto non serve a niente: andranno staccate tutte, una per una.

Novembre: il robot prende forma

Si parte dallo scheletro interno e si sale. Torso, spalle, braccia. Le mani sono articolate dito per dito, e montarle è un esercizio di pazienza e di vista che a una certa età si comincia a notare.

Il 20 novembre il Gundam sta in piedi da solo. È la versione base, senza armatura: bianco, pulito, con il verde che si intravede tra i pannelli.

Dicembre: l’armatura

Poi arriva la parte che dà il nome al kit. Scudi, armature aggiuntive, armi, e i grossi serbatoi-propulsori che si montano sulla schiena. A ogni pezzo il robot diventa più massiccio, e le articolazioni lavorano un po’ di più.

Finito

12 dicembre 2016: tre mesi dopo l’apertura della scatola, l’Unicorn è completo. Tutto armato, tutto montato, e senza un pezzo avanzato. Il che, con un Gunpla, è quasi un miracolo, oppure un segnale che qualcosa è rimasto nel sacchetto.