Nella puntata zero ho raccontato venticinque anni di cabina di verniciatura. Questa è la parte nuova: la cascata a velo d’acqua.
L’idea
Una ventola con un filtro fa il suo lavoro, finché il filtro non si intasa di vernice e la ventola comincia a tirare meno. L’acqua invece non si intasa: un velo d’acqua che scorre sulla parete di fondo cattura l’overspray, la vernice finisce nella vasca e non nei filtri, né nell’aria del laboratorio. Insieme all’aspirazione spostata in alto, l’idea è sfruttare l’effetto Bernoulli: l’aria aspirata e l’acqua in movimento lavorano insieme, invece che una contro l’altra.
Il prototipo, fatto a mano
Prima di aprire FreeCAD, la regola è sempre la stessa: verificare che l’idea funzioni davvero. Così il primo prototipo l’ho costruito interamente a mano, senza stampare niente. Pannelli trasparenti incernierati sul fronte per chiudere la cabina quando serve, luce in alto, la parete di fondo dove scorre l’acqua e, in basso, i denti di sgocciolamento: servono a spezzare il velo in tanti piccoli rivoli regolari, invece di lasciarlo colare dove gli pare.
Il primo giro non è mai quello definitivo, ma il punto era un altro: capire se il principio regge. Regge. Il velo si forma, scorre e finisce dove deve.
E adesso?
Un prototipo fatto a mano dimostra che l’idea funziona, ma è difficile da replicare e da migliorare: ogni modifica significa rifare tutto. Per questo il passo successivo è stato riprogettare la cascata in 3D, pezzo per pezzo, per stamparla. È la puntata 2.

